SORPRESA

Si libravano sulla spiaggia le sue fantasie, come gabbiani in volo sul mare. Leggere, indistinte, vagavano nella sua testa. Sdraiata sulla stuoia, Annette si caricava al sole come a una dinamo.
Alcuni pescatori poco distanti districavano le lunghe reti e le riponevano sul gozzo.
Yanis, scialbo, l’altro, attempato e Demetrios … bello come un dio. La ragazza pregustava l’eccitante odore di salsedine della sua pelle, toccava i capelli screziati come fili di tabacco, sentiva le sue labbra morbide sul corpo, sfiorava i muscoli ben torniti sotto l’abbronzatura. Si mosse leggermente. Quelle immagini la turbavano.
Chiassosa, una comitiva irruppe sulla spiaggia dal vialetto. Annette alzò la testa. Una visione si staccò dal gruppo e si diresse alla barca. Demetrios scese a terra sorridente, gli occhi azzurri su di lei, pantalonaccio al ginocchio. La guardava fisso.
Era bella, morbida e seducente. Si avvicinarono ma rimasero lì così, senza toccarsi. Sembravano sotto incantesimo.
Annette si alzò, la bolla dei suoi sogni infranta. Ma non si arrese. La sera prima si erano conosciuti ed era convinta che qualcosa si fosse stabilita fra loro. Andò al baretto. Pensava come fare. Si sedette e guardò la spiaggia. I due erano spariti. Guardò ancora. Non c’era nulla da fare sembrava. Come fare per ritrovare la sua attenzione?
La sera tornò nel localino dove aveva incontrato Demetrios. Aspettò ordinando questo e quello. Finalmente comparve. Il cuore le fece un salto nel petto. Si guardarono. C’era posto per lei quella sera?
Demetrios, seduttivo, prolungò lo sguardo e poi lo volse in giro, a cercare qualcuno.
Si sedette apparentemente senza ordinare nulla. Lei lo seguiva con gli occhi attendendo il momento giusto per avvicinarsi. Dopo qualche istante, un giovane in bermuda e camicia di lino sbottonata si avvicinò al tavolo del pescatore. Una smorfia di insofferenza percorse i lineamenti della ragazza. Doveva ritardare l’approccio. I due parlarono fitto fitto per pochi secondi. Poi si allontanarono nel buio.
La delusione si abbatté su Annette come un uragano sulla costa. Decise di far buon viso a cattivo gioco e attendere, vedere cosa succedeva.
Le sembrarono eterni ma alla fine i minuti passarono e Demetrios riapparve sulla soglia, solo: gli occhi brillanti, leggermente sudato, aveva dimenticato i pantaloni aperti.
Annette lasciò il suo tavolo. Troppa concorrenza.
