Racconti brevi scritti da Giovanna Tatò

Viaggi, emozioni e visioni narrative

Una selezione di racconti che esplorano sentimenti, identità e dimensione umana, tra esperienza personale e visione narrativa.

Premi e riconoscimenti

Il racconto «Bella» è stato premiato in ambito letterario, ricevendo il riconoscimento fuori concorso al Premio Internazionale Federico II e Poeti tra le stelle (2019) e il Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea (2019).

Pubblicazione

Il testo è stato successivamente pubblicato nella raccolta “I Cigni”, Laura Capone Editore.

Racconti disponibili:

Bella

«La spirale multicolore e lucente di una galassia roteava grandiosa davanti ai suoi occhi. Mille sprazzi di luce si staccavano densi e riempivano il cielo trasparenti, fenomeni imponenti e travolgenti …»

Sorpresa

«Sdraiata sulla stuoia, Annette lasciava correre i pensieri come gabbiani sul mare. Bastò un gesto, uno sguardo, e la calma del pomeriggio si incrinò. Qualcosa stava per cambiare, anche se lei non sapeva ancora come.»

Agosto andaluso

«La calura era dentro la stanza. E dentro di lei. Si sentiva sciogliere al solo pensiero del suo corpo contro quello di Jaime. Quel caldo secco la pervadeva accrescendo l’eccitazione. Le immagini si accavallavano…»

Notte al Sud 

«Non c’era inquinamento luminoso. Le luci della piccola città a valle erano lontane, rade. Un venticello freddo alitava nel buio. Lui guardò la volta stellata, imponente, maestosa. Sembrava parlare. »

Qualcosa di antico

Pubblicato nella raccolta “Estate in cento parole”, Giulio Perrone Editore

Nella raccolta Estate in cento parole, edita da Giulio Perrone Editore, è stato incluso uno dei micro-racconti presentati da Giovanna Tatò. La selezione da parte dell’editore conferma la finezza e l’efficacia della sua scrittura anche nelle forme più concise.

La nuvola era stata passeggera. La perla grigia incastonata tra le Maritimes era tornata lapislazzuli. Anche i pensieri erano passati, sciolti dalla pioggia.
Guardò la canadese arancione sul tappeto erboso, un pugno in un occhio.
Poco lontano, Arlette al sole pettinava i suoi fili d’oro, artificiali e lucenti.
Il bosco era lì. Fece qualche passo, dapprima esitante ma non si guardò alle spalle. Poi, si infilò dritto dentro il verde.
Inspirò il profumo antico dell’umido, profondo e succoso. Gli sembrò di essere penetrato dalla terra.
Si rinfrancò.
Proseguì con sicurezza, era in cerca della sua felicità e tanto gli bastava.